Un breve sguardo al Casentino

A Sud-Est di Firenze, a circa un’ora di automobile si trova il Casentino, una vallata ricca di segreti da scoprire, tutta da esplorare sia in termini di folklore, storia e tradizioni. In questo articolo ne introdurremo le principali caratteristiche così da dare un’idea generale di cosa si può osservare in questo magnifico luogo della Toscana.

La storia del Cosentino

In origine questa fetta di territorio toscano ospitava un lago preistorico, di cui è possibile trovare traccia nei fossili presenti nelle rocce circostanti e nei sedimenti. Con l’arrivo degli etruschi però il paesaggio cambia volto e si trasforma in una vallata perfetta per la coltivazione di ulivi e vigneti, il tutto circondato da foreste. In seguito alla conquista romana, Casentino diventa anche un fondamentale punto strategico.

A testimonianza di ciò sono i numerosi castelli medievali e torri di difesa che si trovano sparsi per tutto il territorio, alcuni dei quali tutt’oggi visitabili ed in buono stato di conservazione. Molte città e paesi della zona, risalgono ai primi insediamenti etruschi e portano, nei loro nomi, ancora traccia di queste origini.

La tradizione culinaria del Casentino

Bellezze naturali e storiche a parte, il Casentino ha molto da offrire anche agli amanti della buona cucina. Fra i prodotti tipici di questa zona della Toscana troviamo: castagne, funghi porcini, olive ed uve pregiate. Ma non sono solo i frutti della terra a brillare; famose sono infatti le succose carni grigliate prodotte direttamente da allevamenti del territorio, la pasta fatta a mano, i tortelli di patate e la rinomata schiacciata toscana.

Visitare questa gemma della Toscana è un’esperienza unica, che può soddisfare gli amanti della storia, della natura e delle arti culinarie allo stesso modo. Se stai pensando di fare una vacanza interessante alla scoperta dell’Italia vera, fatta di tradizione e storia, allora questa è la meta che fa al caso tuo.

Valeria Cosenti

Volevo fare la modella ma la mamma mi ha dotato anche di cervella.
Per questo scrivo, e quando sono stanca non riposo, ma poso.

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